Riccardo Chiari - il Manifesto

Il 31 agosto Giuseppina Spagnoletti, 39 anni, bracciante nelle campagne di Ginosa (Taranto) si è accasciata al suolo per un malore mentre era al lavoro, poche ore dopo è morta in ospedale. Il titolare dell’azienda agricola è stato indagato per omicidio colposo.
Era stato facile profeta Franco Martini: subito prima della pausa di agosto, guardando ai dati in evidente peggioramento degli infortuni mortali (e non ) nei primi 7 mesi dell’anno, il segretario confederale della Cgil aveva annotato: “Se a una timida ripresa dell’economia si accompagna il peggioramento dei dati infortunistici, significa che, ancora una volta, la ricerca di una maggiore produttività non avviene investendo sulla qualità dei fattori d’impresa, a iniziare da quella principale, il lavoro”.
Passato Ferragosto si contano 6 morti in una settimana, 6 lavoratori che lasciano in lacrime le loro famiglie, aggiungendo i nomi a una lunghissima lista di sangue e di dolore che sta per toccare quota 600.
Si muore sempre allo stesso modo: nel pratese nel fine settimana scorso un incendio divampa nella mansarda di un appartamento. Due cinesi, Fu Bin, 39 anni, e Zhang Junling, 37, cercano di scappare sorpresi da fumo e fuoco, ma non riescono ad uscire e muoiono asfissiati. La casa è affittata con regolare contratto di civile abitazione, ma dentro vengono trovati 17 macchinari taglia e cuci, e altri macchinari sono al piano di sotto della mansarda.
Tempo pochi giorni e, a Moranico al Serio, in provincia di Bergamo, un operaio di 34 anni, Simone Bergamaschi, muore mentre è al lavoro in un capannone. […]

Ora i numeri sono da aggiornare, rispetto ai dati del periodo gennaio-luglio di quest’anno in cui pure l’Inail ha segnalato che sono aumentati gli incidenti e i morti sul lavoro: sono stati 591,29 rispetto ai 562 dello stesso periodo del 2016 (+ 5,2%). E attenzione, avverte Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Toscana: “Ogni giorno circa 6.400 persone nel mondo muoiono ‘di lavoro’, a causa di un incidente o di una malattia professionale. In Italia nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro, e altri 800 se si considerano i morti ‘in itinere’. Ci sono poi due costanti: la prima è che per larga parte delle imprese la competitività si gioca sui costi e sui diritti, così le principali cause degli incidenti sul lavoro sono precarietà e mancanza di garanzie, anche ‘grazie’ alle politiche di valorizzazione del lavoro condotte nel nostro paese dagli ultimi governi. La seconda che più si abbassa la dimensione delle imprese, più aumenta il tasso di incidentalità.

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