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LILITH DI ROSA

Scrivi la storia di una persona che si sveglia al mattino, mette il piede giù dal letto e si accorge che l’acqua gli arriva alle ginocchia.

"SCIVOLANDO DOLCEMENTE VIA"

La stanza persa nell’oscurità, i confini percepiti delle mura, disciolti, inghiottiti da un infinito sinistro e minaccioso. I polmoni come sotto un peso insostenibile, inalavano brevi ed insufficienti boccate di ossigeno. Paolo ritirò faticosamente il piede penzolante, bagnato da un liquido. Allungò la mano oltre il materasso, bastarono pochi secondi per ritrovarla completamente immersa in un lago d’acqua. Nel vuoto che lo circondava, si alzò gradualmente, un angoscioso singhiozzare, che crebbe fino a diventare un frastuono, in quel momento un bagliore lontano lo accecò. Riparò gli occhi sofferenti sotto le lenzuola, poi lentamente, con la ritrovata abitudine alla luce, liberò la sua visuale, l’immagine che si presentò lo fece rabbrividire. Le lacrime della donna scendevano rapide, senza sosta, come il sangue da un’arteria lacerata. Non faticò a riconoscerla, e pensò quanto poteva essere stato immenso e profondo il suo pianto, per allagare la stanza in quel modo. Con un enorme groppo in gola, simile al pane vecchio di giorni, inghiottito da una gola arsa dal sole, con un tono che non nascondeva un terrore profondamente infantile, ebbe la forza, con un fiato lieve e sottile, di mettere in moto le proprie corde vocali. “Mamma perché piangi? Perché vedo in te tanta sofferenza?”. La madre non rispose, Paolo portò le dita sul proprio polso, sentì come una marmellata densa, prima che lo squarcio si aprisse sotto le sue falangi, lasciando uscire l’ultima goccia di vita.