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Alberto Sordi, l'Italia, gli italiani e la radio....

Alberto Sordi, l'Italia, gli italiani e la radio....
Alberto Sordi lo sentiamo sempre vicino a noi, a noi italiani, ai nostri tic, alle nostre fragilità, alle piccole viltà, alla nostra bonarietà ma anche alla nostra fierezza nelle difficoltà.



Per questo ci manca sempre Alberto Sordi: nessuno come lui è stato capace di raccontare gli italiani e il nostro Paese negli anni del Dopoguerra.  Ed era proprio il grande attore romano a ricordare sempre che questo lungo racconto cominciò trionfalmente proprio in Radio, proprio qui, a Via Asiago!La Radio è stata in assoluto il suo primo amore, la via al successo e alla popolarità. 

Della radio, per parafrasare un suo celebre adagio, comprese l’importanza, da subito. Mille volte lo abbiamo sentito narrare – col suo sorriso sornione e l’aria soddisfatta – la storia dei suoi inizi in radio. Aveva cominciato nel 1947 nella rivista Hoop… là!, scritta da Riccardo Morbelli e diretta da Riccardo Mantoni (ve lo ricordate il fratello di Corrado? ne abbiamo parlato in un altro Radiospritz …) interpretando il personaggio – ideato insieme con Fiorenzo Fiorentini - del Signor Dice, un giovanotto a cui mancava sempre la parolina giusta; ma Sordi non si accontentò di questo: aveva bisogno di uno spazio tutto suo, che gli consentisse di dare fiato fino in fondo ai suoi personaggi. Chiese perciò di essere ricevuto – senza successo – dal Direttore Fulvio Palmieri e quando alla fine riuscì a esporre il progetto la risposta fu un sonoro: NO. Ma proprio come in un suo film degli anni Sessanta, Alberto non si arrese e non si scoraggiò:  seguì in estate il Palmieri al mare, a Terracina.

Miracolosamente il direttore perse in mare i suoi preziosissimi occhiali che costavano un occhio della testa e fu proprio il nostro a ritrovarli: Palmieri si sentì così in obbligo di tramutare quel sonoro No in un pacato FORSE. Il numero Zero convinse il direttore ed ecco che ad Albertone venne affidato uno spazio di circa un quarto d’ora tutto per lui. E così, a partire dal 1949, grazie al programma Vi parla Alberto Sordi, dove lanciò il mitico Compagnuccio della parrocchietta, l’attore raggiunse una popolarità vastissima, divenendo un Divo radiofonico.  Seguirà poi Il Teatrino di Alberto Sordi  e gli indimenticabili Mario Pio e Conte Claro.



La carriera di Alberto Sordi a questo punto non si fermò più e il successo arrivò rapidamente (anche se non immediatamente) anche al cinema che – giocoforza – lo allontanò dalle onde sonore. L’amore però non si spense mai e ogni tanto – quando poteva – Albertone tornava a trovarci, tra Viaggi in Brasile e riedizioni di Vi Parla Alberto Sordi, tra interviste, ritorni di Mario Pio, ospitate di tutti i tipi.Non diceva mai di no, non nascondeva mai la gratitudine per il mezzo che lo aveva reso grande. Così come noi non nascondiamo il grande affetto per lui…Comprendi l’importanza?

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