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Autrice del programma è Gabriella Caramore ,
Paola Tagliolini curatrice,
Benedetta Caldarulo redazione e regia,
Cristiana Munzi consulente musicale. Via Asiago n.10 00195 Roma Indirizzo-mail uominieprofeti@rai.it


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"In croce" - dedicato a Sofija Gubajdulina

6 aprile 2012

Uomini e Profeti - Radio3 Suite, In croce - dedicato a Sofija Gubajdulina

 

Uomini e Profeti - Radio 3 Suite
In croce
dedicato a Sofija Gubajdulina
Venerdì 6 aprile 2012
in diretta dalla sala A di via Asiago
conduce Andrea Penna
Sette Parole
di Sofija Gubajdulina
Mario Brunello, violoncello
Ivano Battiston, fisarmonica
testi di Gabriella Caramore
con Orchestra d' Archi Italiana 

 


"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Il grido “scandaloso” che risuona sulla croce, nei racconti dei Vangeli di Marco e di Matteo, non ha cessato di interrogare, nei secoli, non soltanto i fedeli, ma anche i poeti, gli artisti, i musicisti di tutti i tempi. Ma anche altre parole furono pronunciate da Gesù morente, e tutte hanno formato, fin dai primi secoli dell’era cristiana, una sorta di lascito spirituale del Cristo, in cui riecheggiano il perdono e la misericordia, il dolore dell’uomo morente e la resa al volere del Padre.Fin dai primi secoli la tradizione popolare e quella colta sentirono il bisogno di rielaborare queste parole. Celebri sono le elaborazioni musicali di Haydn e Schütz. Nel nostro tempo Sofija Gubajdulina, negli anni bui della Russia ancora sovietica, si è misurata splendidamente con i molteplici sensi di queste parole, in particolare nelle sue Sette parole. Mentre nel suo In croce, partendo dalla sua sensibilità religiosa ortodossa, e aperta sul mondo, ha trovato il modo di espandere il dolore dell’uomo nella “crucialità” del tempo e dello spazio.
Due grandi interpreti, Mario Brunello e Ivano Battiston, sanno dare voce al dramma della sofferenza e  alla quiete della salvezza. Testi di Gabriella Caramore. La serata è stata condotta da Andrea Penna.

 




Parole 
“Io sono una persona religiosa, russa ortodossa, e considero la religione, nel senso letterale del termine, come qualcosa che ‘lega’, che ristabilisce un legame nella vita. La musica non ha compito più grave di questo”.
                                Sofija Gubajdulina


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