Piccole ricchezze

Scrivo da una piccola scuola della provincia di Vicenza, dove insegno, per segnalare alla sua attenzione e a quella dei nostri connazionali un fatto che ieri mi ha molto colpito.
Una bambina piccola, riccioluta, figlia di immigrati marocchini, alla fine delle lezioni si ferma in portineria e scarica ad uno ad uno i suoi libri dalla cartella grande quasi quanto lei.
Le chiedo come mai. Lascia la scuola, la sua famiglia si trasferisce in Francia, il papà lavorerà lì. E i suoi libri li vuole lasciare a chi resta. Penso subito che i testi siano in comodato d'uso, prestati, e invece mi dice che li hanno comprati tutti. Sono nuovi. Nonostante questo li vuole lasciare a chi potrebbe averne bisogno, perché più povero di loro. E penso: un altro italiano, un autoctono, uno di noi, avrebbe fatto lo stesso?
Basterebbe solo questo a farci pensare, e forse anche a capire, perché è una benedizione che ci siano gli altri, gli stranieri.

Riccardo P. (Vicenza)


 

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