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High Dynamic Range

High Dynamic Range al NAB 2015

Una delle più grandi novità presentate nella scorsa edizione del NAB ( National Association of Broadcasters) di Las Vegas (già comunque anticipata al CES) è l’HDR o High Dynamic Range in termini di acquisizione, di grading e di visualizzazione.

Finora i contenuti video vengono ancora masterizzati in produzione tenendo come riferimento le caratteristiche dei monitor da studio con una luminosità massima di 100 nits o candele al metro quadro, valore che risale ai vecchi CRT e ai proiettori cinematografici a pellicola (tale range viene denominato appunto Standard Dynamic Range o SDR). I schermi moderni offrono invece una luminosità massima decisamente superiore, anche più di 500 cd/mq (gli utenti calibrano i Televisori in modo tale da portare la visione del contenuto alle condizioni per cui sono pensati). Ecco perché viene introdotto l'High Dynamic Range, che lavora su due livelli: i contenuti e l'hardware. I creatori di video potranno quindi masterizzare i loro contenuti tenendo come riferimento non più i 100 nits fin qui utilizzati, ma valori fino a 4000 nits.

Per questo serve:

a) una nuova curva di trasferimento (il rapporto tra segnale video e luminosità dell'immagine riprodotta, quella che comunemente chiamiamo curva del gamma)

b)  una maggiore risoluzione in termini di bit per componente di colore per poter avere sufficienti sfumature su una scala che diventa molto più ampia rispetto a quella standard (ovvero il bit depth o color depth )

Una maggiore dinamica si traduce in un maggiore rapporto di contrasto dell'immagine (il rapporto tra il bianco e il nero), per immagini sempre più realistiche e un maggior numero di sfumature possibili, specie sulle alte luci dove usualmente il segnale è più "compresso".

Ovviamente anche l'hardware del TV deve essere in grado di riprodurre tutta questa dinamica in più: il pannello deve poter "erogare" luce sufficiente , ma deve essere anche capace di riprodurre tutte le nuove sfumature intermedie di colore e per questo si parlerà in futuro sempre più spesso di display a 10 bit (gli attuali sono a 8 bit).

Le prime Aziende a lavorare sul HDR (al NAB sono stati presentati vari prototipi) già da anni sono Dolby, con il suo Dolby Vision, e Philips (ora TP Vision). Inoltre alcune Aziende di CE tra cui Samsung e Sony hanno reso alcuni modelli TV 2015 compatibili con l’HDR (basterà un aggiornamento software).

Nell'immediato futuro sarà possibile trasmettere contenuti video in HDR sfruttando non solo i nuovi media come il prossimo Blu-ray 4K (atteso per fine anno) ma anche altri canali come lo streaming (via Netflix, ad esempio). Non bisogna dimenticare però che al cinema la gamma dinamica disponibile è in linea con quella della media dei TV LCD di qualche generazione fa (circa 1.000:1) e il livello di luminanza è addirittura inferiore: il riferimento è di 48 candele su metro quadrato mentre i TV già oggi sono 10 volte più luminosi.

Sebbene lo standard HDR non sia ancora stato finalizzato, l'HDMI Forum ha rilasciato le specifiche dello standard HDMI 2.0a, che aggiunge il supporto nella forma di metadati. Viene quindi affidato al TV o monitor utilizzati, il compito di determinare se i contenuti A/V inviati da una sorgente includano le informazioni per la gamma dinamica estesa, mentre un display non compatibile HDR ignorerà semplicemente i dati aggiuntivi.

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