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Credits: un programma di Giancarlo Simoncelli, Angela Zamparelli, Claudio Licoccia. Con la collaborazione di Siriana Gioscia.

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Le interviste impossibili

Le interviste impossibili

Il 1 luglio del 1974 prende il via sul Secondo Programma (vi ricordate che così si chiamava Radio 2?) una serie di grandissimo successo. Parliamo delle arcinote Interviste impossibili, nate da una idea potremmo dire davvero geniale di Lidia Motta, una di quelle figure che hanno lavorato in Radio portando sempre bellezza freschezza e innovazione; lei in particolare per il Teatro e la Prosa.

Di che si trattava? Di  dialoghi fantasiosi e coinvolgenti, ironici e spesso anche esilaranti tra un intellettuale contemporaneo (autore dell’intervista) e un grande personaggio della storia; dei piccoli viaggi di venti minuti, ricchi di riferimenti storici e artistici preziosi: quando la divulgazione diventa arte cultura e spettacolo…

il servizio pubblico, no?

Un vero e proprio esperimento, unico nella storia della radio, che aveva avuto un precedente qualche anno prima, quando il drammaturgo e scrittore Diego Fabbri ideò i Dialoghi immaginari; un tentativo prematuro che non venne approvato dalla dirigenza Rai.

Nel 1974 però tirava un’aria diversa e la fortunata trasmissione venne realizzata e rimase a lungo in palinsesto: andava in onda dal lunedì al venerdì alle 15.00; poi venne spostata sul Programma Nazionale (Radio 1) divenendo bisettimanale; le trasmissioni si interruppero all’improvviso il 10 dicembre del 1976: un po’ come quando un attore decide di ritirarsi dalle scene al culmine della notorietà, molto prima di avviarsi sul viale del tramonto…

Perché tanto successo? Perché i letterati che furono invitati a scrivere e a interpretare le interviste rimasero subito entuasiasti dell’iniziativa alla quale aderirono con costanza e partecipazione. Erano finalmente liberi – pur rispettando i limiti storici – di ricostruire, reinterpretare, magnificare o distruggere bonariamente il personaggio antico senza timori reverenziali. 

Vi diamo qualche nome di questi intellettuali italiani, per dare una idea dell’eccellenza: Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Edoardo Sanguineti, Guido Ceronetti, Alberto Arbasino, Oreste Del Buono, Giorgio Manganelli, Carlo Castellaneta, Paolo Portoghesi, Luigi Santucci, Giulio Cattaneo, Renzo Rosso, Andrea Camilleri, Raffaele La Capria, Maria Luisa Spaziani, Maria Bellonci, Umberto Eco.

Ecco: tanto per dare una idea.

Per non parlare poi degli attori che interpretavano l’intervistato immaginario: Carmelo Bene, Mario Scaccia, Adriana Asti, Gianni Santuccio, Anna Maria Guarnieri, Salvo Randone, Paolo Bonacelli, Tino Carraro, Rossella Falk, Romolo Valli e tanti ancora.

Se non basta ecco anche il nome di qualche regista: ancora Camilleri, e poi Sequi, Carpi, Missiroli, Parodi, Risi, Sermonti, Squarzina.

E pezzi da 90 per pezzi da 90 non possiamo dimenticare certo i personaggi storici! Il numero zero fu Marco Aurelio, ma il primo ad andare in onda fu Attila. Ma non sono mancati all’appello degli intervistatori: l’Uomo di Neanderthal, Freud, Bismarck, Caterina di Russia, Carducci, Flaubert, Tacito, Verga, Pilato, Lucrezia Borgia, Francesco Giuseppe, Robespierre, Fedro, d’Annunzio, Attilio Regolo, Pitagora, Bernini, Borromini, Casanova, Tutankamon, Pascoli, Wilde, Fregoli, Mozart, Marco Polo, Socrate, Attila, Jack lo Squartatore, Montezuma, Picasso

Le interviste sono piccoli gioielli che non potevano non far gola agli editori. Il primo a curare una edizione fu Umberto Eco. Ma tenete presente che pochi anni fa è uscita una nuova ed esaustiva edizione ancora disponibile nelle librerie… a buon intenditor…


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