L'età giusta per uscire dal mondo del lavoro

Gent. Sig.ra Cesaretti
concordo con l'osservazione del sig. Ugo e più in generale vorrei far presente l'iniquità di considerare un'età uguale per tutti per l'uscita dal lavoro. Le statistiche ci dicono ad esempio che i laureati vivono più a lungo dei non laureati, immagino per il diverso tipo di lavoro che la laurea permette, e certamente si capisce che lavorare a 60 anni in un ufficio con l'aria condizionata non è la stessa cosa che lavorare su un ponteggio o in mezzo alla strada. La signora Fornero, definita esperta dei problemi del lavoro, ha formulato una riforma ingiusta e brutale.
Concordo anche con l'altro ascoltatore che lamentava la scarsa disponibilità dei medici di base, ipocritamente definiti di famiglia: tre ore al giorno di ambulatorio, niente visite a casa, chiusura il sabato e i prefestivi. Mi sa spiegare perché se il giovedì, ad esempio, è festa l'ambulatorio deve restare chiuso anche il mercoledì? (Non so nelle altre regioni, ma da noi è così).
Cordiali saluti
Ivano Mosconi
Chiaravalle (An)

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