La palla della salute Non solo chef Facile Primi Piatti Non solo Chef 20 Min Procedimento: Cavolo verza Gli antichi romani lo usavano in abbondanza tanto che Catone il vecchio gli attribuiva la preservazione dalla peste. Crisippo, valentissimo medico, scrisse un intero volume su questo ortaggio. E' forse una esagerazione. Ma in seguito anche i medici dell'800 lo trovarono risolutivo di molti malanni. Il cavolo verza si caratterizza per lo sviluppo straordinario delle foglie che si appressano l'una sull'altra, a formare una grossa palla. E' un ortaggio disponibile non solo in inverno, questo contribuisce ad aumentare la sua popolarità. Si presta a mille impieghi in cucina: per i primi, i contorni, e anche per piatti di compenso. E' pianta adatta ad essere conservata (ricordiamo appunto i crauti) e anche immagazzinata nelle cantine e fra la paglia. E' anche oggi molto richiesto per il suo valore nutritivo: può, infatti, dare un notevole apporto in Sali minerali e vitamine. Per potersi giovare dell'arricchimento vitaminico, tuttavia, è necessario evitare la cottura dal momento che, essendo le vitamine termolabili, andrebbero distrutte. Per i naviganti di un tempo, un barile di crauti (cavolo verza fermentato) era sufficiente per tenere lontano lo scorbuto, malattia dovuta alla carenza di vitamina C, che affliggeva gli equipaggi costretti a lunghi periodi in mare. CANDIDO FIORE INVERNALE Cavolo fiore, originario dell'Europa e coltivato da più di 4000 anni, è una delle piante più celebrate, anticamente usata soprattutto come medicamento. A differenza degli altri cappucci e verze, che si caratterizzano per lo sviluppo straordinario delle foglie, data l'abbondanza dei succhi, si presenta come una massa carnosa (tallo) bianca e granulata, di rado tramezzata da foglie piccolissime. La grande popolarità del cavolo in genere, e di quello fiore in particolare, è dovuta al fatto che è pronta al consumo durante la stagione invernale, quando scarseggia la maggior parte degli ortaggi freschi. Inoltre si possono preparare in moltissimi modi, cotti e crudi. La cottura avviene di solito in una pentola d'acqua bollente, con un goccio di aceto per ridurre il più possibile l'odore forte che emana. Facciamo attenzione al suo grado di freschezza, osservando molto attentamente, sia lo stato delle poche foglie che lo caratterizzano, sia quello della testa, che deve risultare bianco candido, senza macchie che denoterebbero un incipiente deterioramento. Tolte le foglie esterne, mettiamo la massa carnosa, intera o a pezzi, in un bagno di acqua acidulata, per poi risciacquarla vigorosamente sotto il rubinetto. La percentuale di scarto di questo ortaggio è minima, quindi, economicamente, si tratta di un prodotto conveniente. Inoltre è di facile conservazione che, a temperatura ambiente, può essere anche prolungata, purchè si tenga in ambienti ben areati. E' un ortaggio molto richiesto sul mercato, perché ha un apprezzabile valore nutritivo, soprattutto per quanto riguarda Sali minerali come calcio, ferro e fosforo e vitamine A, B1 e B2. Crostone al cavolo nero Fabbisogno: Cavolfiore, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, cavolo nero, olio nuovo possibilmente verde di frantoio, aglio, fette di pane toscano Lessare il cavolo nero e tagliarlo a listarelle. In una padella con olio e sale abbrustolire le fette di pane, strofinare con l'aglio come una bruschetta. Aggiungere il cavolo tagliato a listarelle e ammorbidire, in ultimo, con il liquido di cottura del cavolo. Condire con olio nuovo di frantoio. Procedimento:

Cavolo verza
Gli antichi romani lo usavano in abbondanza tanto che Catone il vecchio gli attribuiva la preservazione dalla peste. Crisippo, valentissimo medico, scrisse un intero volume su questo ortaggio. E’ forse una esagerazione. Ma in seguito anche i medici dell’800 lo trovarono risolutivo di molti malanni. Il cavolo verza si caratterizza per lo sviluppo straordinario delle foglie che si appressano l’una sull’altra, a formare una grossa palla. E’ un ortaggio disponibile non solo in inverno, questo contribuisce ad aumentare la sua popolarità. Si presta a mille impieghi in cucina: per i primi, i contorni,  e anche per piatti di compenso. E’ pianta adatta ad essere conservata (ricordiamo appunto i crauti) e anche immagazzinata nelle cantine e fra la paglia. E’ anche oggi molto richiesto per il suo valore nutritivo: può, infatti, dare un notevole apporto in Sali minerali e vitamine. Per potersi giovare dell’arricchimento vitaminico, tuttavia, è necessario evitare la cottura dal momento che, essendo le vitamine termolabili, andrebbero distrutte. Per i naviganti di un tempo, un barile di crauti (cavolo verza fermentato) era sufficiente per tenere lontano lo scorbuto, malattia dovuta alla carenza di vitamina C, che affliggeva gli equipaggi costretti a lunghi periodi in mare.
CANDIDO FIORE INVERNALE
Cavolo fiore, originario dell’Europa e coltivato da più di 4000 anni, è una delle piante più celebrate, anticamente usata soprattutto come medicamento. A differenza degli altri cappucci e verze, che si caratterizzano per lo sviluppo straordinario delle foglie, data l’abbondanza dei succhi, si presenta come una massa carnosa (tallo) bianca e granulata, di rado tramezzata da foglie piccolissime. La grande popolarità del cavolo in genere, e di quello fiore in particolare, è dovuta al fatto che è pronta al consumo durante la stagione invernale, quando scarseggia la maggior parte degli ortaggi freschi. Inoltre si possono preparare in moltissimi modi, cotti e crudi. La cottura avviene di solito in una pentola d’acqua bollente, con un goccio di aceto per ridurre il più possibile l’odore forte che emana.
Facciamo attenzione al suo grado di freschezza, osservando molto attentamente, sia lo stato delle poche foglie che lo caratterizzano, sia quello della testa, che deve risultare bianco candido, senza macchie che denoterebbero un incipiente deterioramento. Tolte le foglie esterne, mettiamo la massa carnosa, intera o a pezzi, in un bagno di acqua acidulata, per poi risciacquarla vigorosamente sotto il rubinetto. La percentuale di scarto di questo ortaggio è minima, quindi, economicamente, si tratta di un prodotto conveniente. Inoltre è di facile conservazione che, a temperatura ambiente, può essere anche prolungata, purchè si tenga in ambienti ben areati. E’ un ortaggio molto richiesto sul mercato, perché ha un apprezzabile valore nutritivo, soprattutto per quanto riguarda Sali minerali come calcio, ferro e fosforo e vitamine A, B1 e B2.

Crostone al cavolo nero

Fabbisogno:
Cavolfiore,
cavolo verza,
cavolini di Bruxelles,
cavolo nero,
olio nuovo possibilmente verde di frantoio,
aglio,
fette di pane toscano

Lessare il cavolo nero e tagliarlo a listarelle. In una padella con olio e sale abbrustolire le fette di pane, strofinare con l'aglio come una bruschetta. Aggiungere il cavolo tagliato a listarelle e ammorbidire, in ultimo, con il liquido di cottura del cavolo. Condire  con  olio nuovo di frantoio.

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