I conti con la Giustizia

Ho sempre piacere di sentire Sansonetti non solo per la sua competenza ma per la qualità di comunicazione che non è di tutti i giornalisti della carta stampata. Non concordo tuttavia con l'affermazione sulla crisi della Giustizia, condizionata a suo dire dall'inghippo del rapporto Debito/PIL.
Non vedo mai in Italia cenni ai Rapporti biennali CEPEJ(Commission Européenne pour l'Efficacité de la Justice, organismo consultivo del Consiglio EU).
Quello del 2006 è l'ultimo relativo alla EU dei 15, e non ho tempo per andare a vedere gli ultimi, ma la situazione italiana non è molto cambiata se non in peggio.
Alcuni elementi:
  1. Il costo pro-capite della Giustizia è abbastanza allineato nei 15
  2. Ma, mentre altrove l'incidenza dei magistrati è intorno al 40-45, fino al 55% in Svezia, in Italia cuba per ilo 77%. La forbice tra stipendio iniziale e finale è la più alta in EU, e la carriera è solo legata all'anzianità, non al merito. Il magistrato che ha rinviato Tortora a giudizio equivocandone il cognome Tortona, ha fatto carriera impunemente. Non vi è alcun lavoro solitario come quello del magistrato e si presume che uno promosso a Presidente di un tribunale o comunque ad incarichi di coordinamento di uomini e organizzazione abbia qualità manageriali. In Italia no, si viene promossi con altri criteri, anche di appartenenza politica all'una o all'altra associazione della magistratura. Vi è stato un presidente del Trib. di BZ, anni fa, che ha risolto i problemi dei ritardi. Ora credo sia alla Corte di Giustizia EU. Vuol dire che certi problemi si possono gestire, se il capo è veramente tale.
  3. Avevamo 160.000 avvocati nel 2006. Ora sono 250.000, 1 ogni 240 italiani contro 1 ogni 1000/1500 in EU dei 15 e 2500 in Svezia. > di 40.000 cassazionisti contro i nemmeno 200 in Germania. Il tariffario civilistico prevede ogni banale dettaglio, fotocopia compresa, manca solo la pausa caffé per non dire della toilette!

Oltre ai noti problemi delle carceri, della scarsa tutela della proprietà riconosciuta da più organismi internazionali ed elemento che contribuisce alla scarsa attrattività dell'Italia agli investimenti stranieri, vi è una legislazione che cuba 5 volte quella degli UK.

Ultima ma non importante: è vero quanto dice E. Luttwack che forse siamo più attrezzati di altri - leggasi Belgio - contro il terrorismo, ma per i reati comuni le ns. molteplici polizie incidono poco. O perché tante, o perché demoralalizzate se catturano il ladro in flagranza e lo vedono poi liberato immediatamente dopo il pprocesso, o altro. Qui se uno subisce uno scippo, un furto in casa o dell'auto, per il 99% dei casi la denunzia viene archiviata e serve solo per l'assicurazione. Quando vivevo a Copenhagen e hanno tentato di rubarmi l'auto nel garage comune del condominio, per un anno la polizia entrava in macchina per ispezionare il grande garage. La città era praticamente divisa a quadrati e monitorata puntigliosamente, anche quanto alla guida in stato alcoolico, ma non solo.

Qui governi di destra o di sinistra non hanno il coraggio di cambiare le cose. Ogni paese democratico ha le sue lobbies, ma ho l'impressione che da noi quella dei magistrati e degli avvocati siano troppo forti e condizionanti i governi, non importa il colore degli stessi. Quanti avvocati siedono in Parlamento?

Aldo Mariconda

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