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I carciofi

Il mercato di Carlo Cambi

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    Ingredienti:

    Procedimento:
    Il carciofo vanta una storia molto antica: già conosciuto e ricercato come pianta selvatica dagli antichi Greci e Romani, iniziò ad essere coltivato in Sicilia nei primi secoli d.C. e lentamente risalì la nostra penisola nel tardo Medioevo. È così che il carciofo si è diffuso anche in climi più miti, diventando tra i simboli della cucina tradizionale in diverse regioni (es. carciofo alla romana) e rendendone tra l’altro l’Italia uno dei maggiori produttori al mondo.Una curiosità: il carciofo è molto apprezzato anche lontano dai fornelli, il suo succo è infatti usato nella cosmesi naturale per tonificare e rivitalizzare la pelle.Ricco in ferro e povero in calorie, il carciofo rientra spesso tra i consigli nutrizionali anche per il buon contenuto di altri sali minerali (calcio, fosforo, sodio, potassio) e di alcune vitamine (A, B1, B2, C, PP).Il principio attivo della cinarina, oltre a connotare il particolare sapore amaro, attribuisce al carciofo proprietà benefiche per la diuresi renale nonché per la regolarità intestinale.A differenza del carciofo selvatico (ricco di spine), la varietà addomesticata per l’orto è in genere più gentile alle mani del contadino, pur con alcune eccezioni (lo spinoso sardo). Fra le varietà più conosciute in Italia ci sono:- il Catanese o Violetto di Sicilia, varietà più diffusa in particolare al Sud Italia,- il Romano (“mammola”) e il simile Paestum (IGP), denominati secondo le aree cui fanno riferimento le colture,- il Violetto di Toscana,- lo Spinoso sardo, con una varietà ligure molto simile conosciuta come carciofo spinoso d’Albenga.