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Miral

Vivere a Gerusalemme nella lotta tra umanità e ideologia

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    mostra del cinema di venezia 67, 2010, miral, julian schnabel

    • Regia: Julian Schnabel
    • Cast: Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig, Omar Metwally, Stella Schnabel, Willem Dafoe e Vanessa Redgrave
    • Co-Produzione: Pathé, ER Productions, Eagle Pictures e India Take One Productions, con la partecipazione di Canal + e Cinecinema
    • Genere: Drammatico
    • Anno: 2010
    • Durata: 112 minuti
    • Data di uscita: 3/09/2010
    • Nazionalità: Stati Uniti
    • Distribuzione: Eagle Pictures
    • Sito ufficiale: n.d.
    VENEZIA 67 - SELEZIONE UFFICIALE

    Sinossi

    Miral è un film diretto da Julian Schnabel, regista di Lo Scafandro e La Farfalla, Prima Che Sia Notte e Basquiat. Miral è la storia intensa, raccontata in prima persona, di una giovane ragazza che cresce a Gerusalemme Est e che nel corso della sua esistenza si scontra con gli effetti dell’occupazione e della Guerra. Come fa nei suoi dipinti composti da frammenti, in questo film, Schnabel mette assieme i frammenti che compongono il mondo di Miral - gli anni della sua formazione, le persone che hanno avuto un’influenza su di lei e tutte le esperienze che vive nel corso dei suoi primi tumultuosi anni - creando così un ritratto crudo, commovente e poetico di una donna la cui piccola storia personale è inestricabilmente legata alla storia più grande che si svolge attorno a lei.

    La storia ha inizio nel 1948, in una Gerusalemme consumata dalla Guerra, con il racconto della vita della donna che diventerà l’insegnante di Miral. Mentre si reca a lavoro, Hind Husseini (HIAM ABBASS, L’Ospite Inatteso, Il giardino di Limoni, Amreeka) incontra per la strada 55 bambini; sono degli orfani che vagano senza meta. Incapace di voltar loro le spalle Hind li porta a casa con sé, dove li sfama e gli offre rifugio. Nell’arco di alcuni mesi, il numero degli orfani aumenta sempre di più fino ad arrivare a 2000 bambini.

    Hind decide così di trasformare la sua casa nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi. In seguito, l’istituto diventa anche una scuola, creata allo scopo di offrire un’istruzione agli orfani e di fungere da simbolo di speranza per le ragazze vittime del conflitto Israelo-Palestinese.

    Sono trascorsi trent’anni, siamo nel 1978, una bambina di 7 anni arriva nell’Istituto in seguito alla morte della madre. E’ Miral (FREIDA PINTO, The Millionaire), che crescerà tra le mura protettrici dell’Istituto, completamente ignara delle problematiche che infiammano il suo paese. Quando Miral compie 17 anni, all’apice della resistenza dell’Intifada, le viene affidato il compito di lavorare come insegnante in un campo profughi; lì, Miral fa esperienza in prima persona dell’odio, della frustrazione e della guerra che sembrano essere un antico retaggio della sua stessa famiglia. Miral si innamora del fervente attivista politico, Hani (Omar Metwally, Munich, Rendition), si ritroverà così a dover affrontare un lacerante conflitto interiore, che rispecchia la situazione che si verifica nel suo paese: dovrà scegliere se combattere come hanno fatto quelli prima di lei, oppure se seguire gli insegnamenti di Mama Hind, secondo la quale l’istruzione è l’unica strada per la pace.

    Jérôme Seydoux presenta Miral, un film di Julian Schnabel, interpretato da Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig, Omar Metwally, Stella Schnabel, Willem Dafoe e Vanessa Redgrave. La sceneggiatura del film è di Rula Jebreal, ed è tratta dal suo romanzo omonimo. Il produttore della pellicola è Jon Kilik. Francois Xavier Decraene é il produttore esecutivo. La pellicola è una coproduzione Franco-Israelo-Italo-Indiana tra Pathé, ER Productions, Eagle Pictures e India Take One Productions, con la partecipazione di Canal + e Cinecinema.


    Il commento del regista

    Il film è tratto dal libro La strada dei fiori di Miral scritto da Rula Jebreal. Quando ho letto il libro ho pensato che fosse una storia perfetta per trarne un film, inoltre mi sono sentito quasi costretto a raccontare questa vicenda. E’ una storia che parla dell’amore, dell’istruzione, della gente e della speranza. Racconta le storie di 4 donne Arabo-Israeliane sullo sfondo della complessa realtà politica di queste regioni, dalla nascita dello Stato di Israele, nel 1948, agli Accordi di pace di Oslo, nel 1994.

    La prima di queste 4 storie è quella di Hind Husseini, una donna che ha dedicato tutta la sua vita agli orfani. Nel 1948, Hind trovò 55 bambini abbandonati per le strade di Gerusalemme, e allora decise di creare l’orfanotrofio “Dar Al Tifl”, che è stato una vera e propria casa per oltre 3000 ragazze. Inizialmente, Hind finanziò l’istituto con il suo denaro, con tutto quello che le era rimasto delle proprietà di famiglia, creando una vera e propria oasi per le giovani ragazze Palestinesi. Credo ci sia un’enorme differenza tra un bambino che cresce in un’atmosfera come questa e un bambino che invece cresce in un campo profughi, separato dal resto del mondo da un muro di cemento.

    In questa storia abbiamo la possibilità di vedere entrambi questi mondi. Miral è una giovane ragazza che ha vissuto presso l’Istituto Dar Al Tifl. Lei è il risultato dell’amore di Hind, dell’istruzione che ha saputo darle. All’inizio della sceneggiatura leggiamo, “Miral è un fiore rosso che cresce ai lati della strada. Probabilmente ne avrete visti milioni”. La maggior parte delle persone guidano lungo la strada senza neanche notare la loro bellezza. Seguo la storia di Israele da tutta la vita.

    Da bambino, a New York City, vidi Exodus al Rivoli Theatre assieme ai miei genitori. Tutti quanti si alzarono in piedi quando nel film cantarono ‘l’Hatikvah’, portandosi le mani al petto. Mia madre e mio padre erano molto, molto orgogliosi. Hanno collaborato con l’Hadassah1 e la B’nai Brith2”. Vent’anni fa, i miei dipinti sono stati ospitati in una mostra presso il Museo Israeliano di Gerusalemme. I miei genitori avevano programmato di venire a vederla ma non ci riuscirono perché fu proprio allora che iniziò l’Intifada. Girare questo film a Gerusalemme mi ha permesso di vedere questo mondo così diverso per la prima volta, e di lavorare in un ambiente che solo in pochi hanno visto veramente. Lì sono stato testimone della lotta tra l’umanità e l’ideologia. E’ di questo che parla il film. Miral cresce intrappolata in questo vortice e cerca di sopravvivere e di imparare, e alla fine sceglie di dedicarsi alla pace.

    Julian Schnabel