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Aspettando la fase finale

Puntate integrali

STEFANO BUSSA

Hai scoperto di avere un doppio che in tua assenza è la causa di eventi inenarrabili. La narrazione è al tempo presente e nel racconto ci devono essere una radio e una prostituta.

IERI

Da un giorno vivo in un incubo che non riesco a capire e cerco infinite volte di ricordare i fatti per ricostruire le circostanze che lo hanno generato. Mi alzo alle 6, mi lavo, mi vesto, come sempre faccio colazione ed esco. Lì, sulla porta, un vicino arrabbiato mi dice che il giorno prima aveva sentito il mio rumore per ore, la radio a tutto volume, vari oggetti che cadevano sul pavimento, una donna che parlava a voce alta.  Ma io, ieri, ero fuori.  Arrivo in ufficio e qualcuno mi chiede perché il giorno prima non sono venuto, se stavo male.  Ma io, ieri, ero al lavoro.  Comincio a provare un senso di vertigine. Nel pomeriggio il barista mi chiede come è andata con quella bella ragazza bionda che era con me, ieri. Dico: “Quale bella ragazza?”. Mi risponde con un sorrisetto complice, “Quella con la minigonna verde”. Altro sorrisetto. Mi sembra di impazzire, decido di tornare a casa.

Davanti al mio portone c’è una macchina della Polizia, comincio a sudare. Entro nel palazzo e salgo al terzo piano, tutti mi guardano. Un uomo con degli attrezzi sta aprendo la porta di casa mia. Io aspetto fuori, un agente in divisa mi sorveglia, un altro si mette davanti alle scale, un altro ancora esce, mi guarda, parla con un uomo in borghese:  “Aveva ragione commissario, il cadavere della prostituta è nella vasca da bagno”. Non riesco a vedere più nulla.  Sono le 6, mi alzo, non riesco a capire, mi lavo, comincio a ricordare, si chiamava Veronica.