Frammenti di un sogno americano

Mi riallaccio alla telefonata dell'ascoltatore direttore di un ospedale in Cina.
Comprendo perfettamente che molti professionisti possano desiderare di lavorare all'estero, le opportunità per chi ha una formazione di livello elevato sono sicuramente più allettanti.
Il mio compagno ha lavorato come assistente all'università Alma Mater di Bologna per diversi anni, quando si è reso conto di non avere possibilità di re-incarico ha accettato di tenere lezioni in Israele e per tre semestri a Chicago.
Io mi sono laureata in matematica per passione (già lavoravo) e quando il mio compagno ha lavorato negli USA ho seriamente considerato alcune opportunità di lavoro.
L'handicap è stato il fatto di avere già "per fortuna" molti anni di contribuzione in Italia. Sono una di quelle persone "fortunate" che a 20 anni hanno avuto già un "vero" contratto di lavoro, ed oggi ho una contribuzione che, se andassi all'estero, sarebbe da buttare nel wc. Si, perché con 20 anni di contributi non maturerei mai il diritto ad una pensione in Italia. Non sono neanche extracomunitaria, da poter ritirare gli importi versati....
Così, abbiamo deciso di restare, anche se avremmo preferito fare un'altra scelta.
Ora il mio compagno è socio di un'azienda che si occupa di ricerche di mercato, io continuo il mio lavoro in un'azienda metalmeccanica come responsabile della Qualità.
Però entrambi negli Stati Uniti ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore.
Cordiali saluti
Sabrina Sampaolesi
Casalecchio di Reno (BO)

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