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Rai 3   

 



DOMENICA 22 LUGLIO  ALLE ORE 10.05






vanno in onda la seconda parte di 


"TRIESTINER", di Massimiliano Forza 

adattamento di Massimiliano Forza e Giuseppe Emiliani

regia di Giuseppe Emiliani


In scena la storia surreale di un gruppo di triestini che vive a Londra. Incapaci di adattarsi alla nuova realtà, i protagonisti tendono a replicare le personali abitudini della quotidianità triestina. Ne emerge un quadro tragicomico, dove Trieste - città da cui volutamente si sono allontanati - si ripresenta quasi ossessivamente nei loro dialoghi. Alla moderna realtà di Londra si contrappone un’ironica triestinità, tanto che pare di percepirne gli odori e riviverne i ritmi.

Lo spettacolo, messo in scena alla Contrada per la regia di Giuseppe Emiliani (nella foto), vanta tra gli interpreti Ariella Reggio e Virgilio Zernitz, affiancati da Paolo Fagiolo, Marzia Postogna, Francesco Godina, Gualtiero Giorgini, Franko Korosec, Myriam Cosotti e Laura Antonini.


e, a seguire, 

la prima puntata di “Da Muggia a Lignano - ieri, oggi, domani"



Sul mare tutto concorre a inseguire una teoria degli infiniti: il vociare nei diversi posti, gli echi delle lingue scomparse, il trapassare della natura nella storia e nell’arte, il prolungarsi della forma delle coste nell’architettura, i confini tracciati dalla cultura della pesca, dall’andare per mare, la luce dopo un temporale, i tracciati luminosi dei fari, delle navi, il linguaggio del vento, delle maree, delle onde, dei porti, i destini che il mare ha seppellito, un immenso archivio…

L’itinerario del nostro film è semplice, camminiamo lungo la costa dell’Alto Adriatico, da Muggia a Lignano. Seguendo i segni, le tracce che gli uomini hanno lasciato e continuano a lasciare lungo le coste italiane, riusciamo a capire molte cose, e possiamo anche cercare di intravedere il nostro futuro, che resterà legato alla trasformazione delle coste. Per via di questo continuo oscillare tra passato, presente e futuro il sottotitolo del film è “Ieri, oggi, domani”. Non si tratta solo di geografia, ma è soprattutto narrazione di accadimenti diversi succedutisi nello stesso spazio, che a sua volta diventa autobiografia di chi lo percorre e di chi lo vive.

Il film è diviso in 4 parti. Nella prima si parte dal mandracchio di Muggia, si procede nell’area dell’ex-Aquila, poi lungo il canale navigabile, l’area ex-Esso, la Ferriera di Servola, lo Scalo Legnami, per arrivare al sistema logistico del Porto. Questi luoghi sono stati il teatro dell’industria triestina, da inizio 900 fino gli ultimi anni del secolo. Adesso sono per la maggior parte abbandonati.

Alla fine c’è il Porto, e forse sarà proprio lui, dopo decenni di impasse, a dare un impulso decisivo alla Trieste del XXI secolo.