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Fuori orario

Dal 22 al 28 maggio 2016

In onda dal 22 al 28 maggio 2016

 

Domenica 22  maggio 2016  RAI3   dalle 01.45    alle     06.00   (255’)

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto  

 

presenta

 

a cura di Fulvio Baglivi

con i film

 

MANOEUVRE                                           

(Manoeuvre, USA 1979, b/n, versione originale sott.ita., 116’)

Regia, produzione, presa del suono e montaggio: Frederick Wiseman

Manoeuvre segue un reggimento di carri armati da Fort Polk, Louisiana, attraverso i vari luoghi di addestramento nella Repubblica Federale Tedesca – dall’uscita dei carri armati e dei mezzi che trasportano gli uomini armati ai movimenti difensivi, e il ripiegamento quando il nemico sta attaccando, alle posizioni d’attacco. Uno degli obiettivi di questa simulazione di guerra è testare in quanto tempo possano arrivare i rinforzi dagli USA in aiuto delle forze NATO già stanziate in Europa occidentale. Le tattiche di attacco e difesa sono osservate dal punto di vista di una compagnia che sta simulando un attacco di tipo convenzionale, senza l’uso di armi nucleari né di terra né di aria.

 

 

CONCERTO PER ATTORE SOLO                                             

(Id., Italia, 1984, col., 80’)

Regia: Ferruccio Marotti

Curatore: Maurizio Grande

Interpreti: Carmelo Bene

 

Lo stravolgimento di un classico shakespeariano: Carmelo Bene alle prese con il personaggio di Macbeth, da lui trasformato nel folle degente di una clinica di lusso assistito da una lady Macbeth in versione infermiera sadomaso.

Un documento unico curato da Maurizio Grande che, con il precedente Carmelo Bene. Le tecniche dell’assenza, con cui compone il dittico Macbeth, cattura per la prima volta le intense giornate di prove, suddivise in sei capitoli, da cui emergono tutti i meccanismi alla base della mise en scène teatrale del maestro pugliese. Il depensamento, lo stream of consciousness, la phoné, la macchina attoriale, la sospensione del tragico, l’incomunicabilità, l’irrappresentabilità per una maratona recitativa in cui, ancora una volta, la geniale originalità dell’approccio di Bene al teatro finisce per ammaliare e sconvolgere nella sua unicità

 

 

CARMELO BENE – LE TECNICHE DELL’ASSENZA           

(Italia 1984, col., 74’)

Regia: Ferruccio Marotti

Curatore: Maurizio Grande

Interpreti: Carmelo Bene

 

Il Macbeth di Carmelo Bene - un progetto di Ferruccio Marotti a cura di Maurizio Grande - si compone di due audiovisivi girati da Marotti nel 1982 ed editi da Grande nel 1984: Le tecniche dell'assenza e Concerto per attore solo. I video ricostruiscono gli elementi strutturali della messinscena di Carmelo Bene attraverso immagini tratte dall'eccezionale videoregistrazione in tempo reale di 32 giornate di prove di scrittura di scena di Bene uomo-teatro, per un teatro di non-rappresentazione, massacro dei classici (Macbeth è un ricco pazzo internato in una clinica di lusso assistito da un'infermiera sado-maso che è Lady Macbeth). Dal video - unico esistente su Carmelo Bene in prova - emergono con chiarezza gli elementi di fondo della sua poetica: le tecniche dell'assenza, il depensamento, lo stream of consciousness, la phoné, la macchina attoriale, la sospensione del tragico, l'incomunicabilità, l'irrappresentabilità.

 

 

Lunedì  23 maggio  2016    RAI3     dalle 1. 15 alle 3.00   (105’)  

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

PAULINO VIOTA, L’ORDINE DEL LABIRINTO: SCOPERTA  DI  UN CINEASTA (3)

a cura di Roberto Turigliatto

 

con il film

 

CORPO A CORPO                              prima visione TV

(Cuerpo a cuerpo, Spagna, 1977-78, col., , 90’07”,  v.o. sottotitoli spagnoli)

Regia, montaggio, produzione : PaulinoViota

Sceneggiatura: Javier Vega, PaulinoViota

Con: Alicia Sánchez, Santiago Ramos, Alfredo Mayo  Guadalupe G. Güemes, Victor Petit

 

Prosegue il ciclo che Fuori Orario dedica alla scoperta di Paulino Viota, un  grande cineasta spagnolo rimasto praticamente sconosciuto fino a pochi anni fa anche in Spagna  e del tutto inedito in Italia.  Nato nel 1948  a Santander, dove oggi si dedica in modo indipendente allo studio dei grandi autori della storia del cinema (dal prediletto  John Ford fino all’altrettanto amato  Jean-Luc Godard), è autore di soli tre lungometraggi, realizzati tra il 1970 e il 1983, tra gli ultimi anni del Franchismo e gli anni della Transizione.  Fuori Orario presenta in quattro puntate l’intera sua opera, compresi i cinque cortometraggi.

Una prima parte di Cuerpo a cuerpo si svolge a Santander, in estate. Durante un  funerale alcuni amici si ritrovano e si separano. Eugenio trascorre la giornata con Pilar, una cugina più giovane, e con Ana, una ragazza indipendente che rifiuta una relazione troppo stretta col suo compagno, Miguel, che abita a Madrid. Nella seconda parte, a Madrid in inverno, ritroviamo Eugenio che è fuggito dalla provincia, non diversamente da Mercedes, la vedova;  ritroviamo anche Ana e Pilar, tornata a vivere con il suo ex compagno Jorge. Tra tutti questi personaggi si intessono e si disfano relazioni ed  avventure: si amano, si mentono, si separano, ognuno interpreta la sua parte in un “corpo a corpo” che è anche deriva esistenziale e  passaggio del tempo (Il film riprende frammenti del precedente  Fin de un invierno dove già compariva il personaggio di Mercedes).   Frutto anche della visione dei film Renoir e del lavoro della Escuela de Arte Dramatica  diretta da Antonio Malonda, il film nasce dal lavoro con gli attori, chiamati a “scrivere” la loro parte attraverso un lavoro di improvvisazione.    “In Cuerpo a cuerpo ddecisi di fare un esperiemtno: lavorare come si fa talvolta in teatro, a partire da improvvisazioni con gli attori, ma in questo caso senza un copione prestabilito, in modo che fosse l’improvvisazione a creare i personaggi, la sceneggiatura e tutto il film. Le improvvisazioni venivano registrate in cassette audio, alla fine trascrivemmo tutto il materiale, 500 pagine, e lo trasformai in una scenggiatura di 50 pagine, montando le parti che mi sembrava si combinassero meglio” (Paulino Viota)  

 


Martedì   24  maggio     2016      RAI3         dalle 1.50  alle 2.05   (15’) 

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

CHARLOT GALANTE

(His favorite pastime, USA, 1914, b/n, muto con cartelli in inglesi e sottotitoli italiani, 12’26”)

Regia: George Nichols

Con: Charles Chaplin, Peggy Pearce, Roscoe Arbuckle

Il passatempo preferito di Charlot sono le bevute al bar. Il Vagabondo ubriaco segue una giovane e bella signora (Peggy Pearce) fino a casa, dove l’infuriato marito (con il quale Charlot aveva avuto un alterco al bar) gli dà una strapazzata prima di gettarlo in strada.

 

 

 

Mercoledì  25    maggio      2016       RAI3    dalle 1.55  alle 2.00   (5’) 

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

VENTI ANNI PRIMA

 

 

 

Giovedì  26   maggio   2016      RAI3     dalle 1.45  alle 1.5   (10’) 

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

CHARLOT AL BALLO 

(Tango Tangles, USA, 1914, b/n, muto con cartelli in inglesi e sottotitoli italiani, 10’06”)

Regia: Mack Sennett

Con: Charles Chaplin, Ford Sterling, Roscoe Arbuckle, Chester Conklin

La troupe di Mack Sennett, in abiti civili, senza costumi di scena, Chaplin compreso, in una sala da ballo dove una graziosa signorina si occupa del guardaroba. Chaplin, vistosamente alticcio, subito la nota e così pure il direttore dell'orchestrina del locale. Chaplin trascina la ragazza nel ballo avvinghiandola con ardore suscitando la gelosia del maestro che interviene a liberarla dalla stretta, per quanto la ragazza non ne sembri dispiaciuta; naturalmente il nostro ballerino reagisce prendendolo a pugni.

 

 

 

Venerdì 27 maggio   2016   RAI3   dalle 1. 50 alle 7.15   (325’)  

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

LA CARNE, LA MORTE E IL DIAVOLO. (RI)SCRITTURE DELL’OTTOCENTO (8)

a cura di Roberto Turigliatto

con i film:

 

 

SAN MICHELE AVEVA UN GALLO

(Italia, 1976, col., 86’45”)

Regia: Paolo e Vitttorio Taviani

Con: Giulio Brogi, Daniele Dublino, Virginia Ciuffini,

Trasposizione dalla novella di Tolstoj, Il divino e l’umano (1906), riambientata  in epoca risorgimentale.

Nel 1870 l'anarchico internazionalista Giulio Manieri guida un gruppo di compagni in un velleitario tentativo rivoluzionario in un piccolo paese umbro, che si conclude in un inevitabile fallimento.  L’impresa  gli costa la condanna a morte, una pena che viene successivamente commutata in ergastolo. Durante la prigionia  trascorre le giornate fantasticando immaginari  dibattiti politici con se stesso. Dopo dieci anni di prigionia viene trasferito in un altro carcere. Durante il viaggio in barca nella laguna veneziana incontra un gruppo di nuovi rivoluzionari e scopre che i suoi ideali e i suoi metodi sono sconfessati e irrisi dai più giovani, animati da un progetto politico radicalmente diverso dal suo.  Sentendosi ormai inutile e sorpassato dalla storia, si lascia scivolare in acqua.

 

 

 VIAGGIO NELLA PIANURA UNGHERESE        

(UtazásazAlföldön, Ungheria, b/n, 1995,  35’, v.o. sott. it.)

Regia: BélaTarr

BélaTarr ritorna sui luoghi delle riprese di Sátántangó per rendere omaggio al poeta ungherese Sándor Petöfi (1823-1849) che ha cantato con grande lirismo la pianura ungherese e il suo amore per la moglie.  Un uomo ripreso mentre cammina lungo una strada. La macchina da presa registra il suo spostamento, mentre si allontana fino a divenire un punto nero sullo schermo. Lo ve­diamo deambulare all’interno di una casa disabitata.  La terra, insieme spirituale e materiale, luogo di nascita e di morte, è al centro del film, così come i turbamenti e l'erranza dell'amante malinconico, che annega i suoi dispiaceri nel vino.

 

 

 

UNA ROMANTICA AVVENTURA

(Italia, 1940, b/n, 78’23”)

Regia: Mario Camerini

Con: Assia Noris, Gino Cervi, Leonardo Cortese, Massimo Girotti

Trasposizione sul lago Maggiore, in epoca risorgimentale,  del  racconto The Romantic Adventures of a Milkmaid  (1883) di Thomas Hardy. Sul finire dell’Ottocento Annetta,  una signora borghese ricorda la storia d’amore che aveva vissuto, quando era una giovane campagnola,  con un conte impegnato nella cospirazione risorgimentale e a cui aveva salvato la vita. Con lui aveva trascorso una notte di danze durante una fastosa festa e aveva ricevuto in regalo un medaglione. Venti anni dopo, sposata e con un figlia, Annetta custodisce il ricordo della romantica avventura. Ma di fronte al matrimonio  della figlia, capisce  il proprio errore, distrugge il medaglione e chiede perdono al marito per il male che gli ha fatto.

 

 

Sabato 28 maggio   2016      RAI3      dalle 2.15 alle 7.00   (285’)  

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

LA CARNE, LA MORTE E IL DIAVOLO. (RI)SCRITTURE DELL’OTTOCENTO (9)

a cura di Roberto Turigliatto

con i film:

 

SENSO

(Italia, 1954, col., 115’)

Regia: Luchino Visconti

Con: Alida Valli, Farley Granger, Massimo Girotti, Heinz Moog, Rina Morelli, Marcella Mariani, Sergio Fantoni

Dalla novella omonima  di Camillo Boito (1883), al cui adattamento hanno collaborato in varei forme Suso Cecchi D’Amico, Giorgio Bassani, Tennesse Williams, Paul Bowles. Nel 1886, alla Fenice di Venezia, alla vigilia della battaglia di Custoza, una rappresentazione del "Trovatore" causa una manifestazione irredentista durante la quale il marchese patriota Ussoni (Massimo Girotti) sfida il tenente austriaco Franz Mahler (Farley Granger). La contessa Livia Serpieri (Alida Valli), ardente patriota ma sposata con un collaborazionista (Heinz Moog), per salvare il cugino Ussoni incontra Franz. Non riesce ad evitare l'esilio per il cugino ma s'innamora del tenente.  Livia diventa l'amante del tenente ma Franz la lascia e lei incurante dello scandalo lo cerca per tutta Venezia.   La storia precipita  in un finale di morte e di follia , che vedrà la contessa tradire i patrioti italiani e infine denunciare  Franz agli austriaci segnandone la condanna a morte. 

 

 

PICCOLO MONDO ANTICO

(Italia, 1941, b/n, 100’09”)

Regia: Mario Soldati

Con: Alida Valli, massimo Serato, Ada Dondini, Maria Pascoli

Dal romanzo omonimo di Aldo Palazzeschi (1895) Durante il Risorgimento italiano, il giovane rampollo di una nobile famiglia sposa, contro il volere della dispotica nonna filoaustriaca, la nipote di un modesto impiegato. I due si stabiliscono in una villa sul Lago di Como, ma la loro vita è angustiata dall’ostilità della nobile e arcigna signora  Intanto il giovane sposo si associa ai nascenti movimenti rivoluzionari. Durante una sua assenza la loro bambina annega nel lago per una svista fatale. La mamma si chiude in un dolore senza speranza. Soltanto quando il marito parte volontario per la guerra di Crimea, ritrova una ragione per vivere mentre la nonna, che è stata sconvolta dalla morte della bimba, si decide a riconoscere i propri torti.

 

 

 

 

 

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