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Blob 25(mila) anni di istanti tv

“In principio furono  le Schegge.  In pochi mesi, dentro la  Rai3 di Angelo Guglielmi, si inventarono e assunsero un ruolo all’altezza dell’ispida consistenza del loro nome. Ruvidezza, spine, frammentalità di ogni riconoscimento identitario, accavallamento dei codici tutti e ritessitura degli stessi, ricerca acuminata colta e selvaggia dell’iceberg straordinario costituito dall’immenso archivio RAI,  sfruttato non più solo  per la celebrazione automatica e accademica di anniversari vari intrecciati e di eterni ritorni di salme più o meno ‘culturali’, ma quale detonatore di una carica (quella del palloncino o del globo planetario o della curvatura spaziale) che dava  luogo  a una sorta di ‘anarchivismo’ diffuso atto a far saltare le convenzioni nelle quali dai Lumière in poi ci si illude di poter confinare e amministrare la terribile e appassionante ambiguità dell’Immagine  (specie di quella che il cinema  e la tv infittiscono  e incrociano ‘movendola’ ipnoticamente).

Blob (e a novembre anche Fuori Orario si troverà di fronte allo specchio d’ombra del suo quarto di secolo) sta disseminando da settimane il  palinsesto di Rai3 di reperti  rari e di innumerevoli frammenti  tanto indimenticabili da esser già stati dimenticati (secondo il pendolo di memoria/smemoria  che segna il trionfo o il battere a morto della macchina cinetelevisiva).

Non per caso lo spazio in cui si inserisce Blob è  quello del più noto sorprendente allucinante ‘serial’ proposto da Schegge, il Vent’anni Prima dei  tg dello stesso giorno (appunto) di vent’anni prima.

17 aprile 1989 è la data esatta di avvio con Blob dei   v e n ti c i n q u e anni di  continuo scrutare oscuro la matassa o il gomitolo della distanza impercettibile che la tv prevede e provvede per la nostra vita.   

Si segnalerà con un Blob un po’ più lungo nella stessa giornata (e con l’emergere lo strisciare il campeggiare del marchio rosso ‘blob’ nei programmi  più diversi).

Venerdì 6  giugno, invece,  un inedito assoluto, una prima serata non ‘di blob’ ma ‘Da  Blob’. In parte il sogno lontano di un impossibile ‘blob in diretta’ (il programma sarà infatti in diretta), in parte un gioco assurdo in cui difficilmente si capirà chi è conduttore o  semiconduttore o spetta(u)tore o artista o illusionista (forse le immagini stesse più ‘attrici’ delle persone stesse).  Insomma forse ci accapiglieremo su questa ‘forma senza forma’. Di sicuro (?!) ‘Non Avete Ancora Visto Nulla.

E la verifica resterà incerta.  Buona Visione   (e grazie per la (dis)attenzione.”

 

(egh)

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