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Parchi Nazionali
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Stili di vita ecocompatibili
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Parco Nazionale dello Stelvio

  • Regione: Lombardia, Trentino - Alto Adige
  • Provincia: Bolzano, Brescia, Sondrio, Trento
  • Comuni: 24
  • Estensione: 133.325 ettari
  • Istituzione: L. 24/04/35, n. 740, D.P.R. 26/09/78, D.P.C.M. 26/11/93
  • Ente gestore: Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio

Il Parco nazionale dello Stelvio è il più grande dei parchi storici italiani ed è tuttora il più esteso dell'arco alpino, nel cuore delle Alpi Centrali. Contiguo al Parco nazionale svizzero dell'Engadina a nord e al Parco trentino dell'Adamello a sud, costituisce la più vasta area naturale protetta dell'Europa centro-meridionale. Il territorio, in prevalenza montuoso, comprende il massiccio dell'Ortles-Cevedale, nelle Alpi retiche, e la catena del Monte Cavallaccio a ridosso del confine svizzero, tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige.

Nell'area troviamo tutte le possibili formazioni alpine, dai ghiacciai di alta quota agli alpeggi e alle terrazze, dalle vallate modellate dai ghiacci alle foreste e alle praterie d'alta montagna solcate da spumeggianti torrenti. Villaggi e masi, sparsi nei fondovalle e sui versanti delle montagne, completano lo scenario e testimoniano la presenza di un’architettura rurale. Dal punto di vista geologico, il territorio del parco comprende due grandi formazioni rocciose: rocce metamorfiche e rocce sedimentarie calcareo - dolomitiche di origine organica. Il glacialismo è il fenomeno che più di altri ha modellato l’area: i ghiacciai ricoprono un decimo circa dell'intera superficie del parco e più di cento sono perenni. Il territorio inoltre è ricco di corsi d'acqua e di specchi lacustri.

La varietà morfologica, determinata dai cospicui dislivelli altimetrici (dai 650 metri della Val Venosta ai 3.905 metri dell'Ortles), ha permesso la coesistenza di ecosistemi diversi con numerose specie rare di animali e piante. Tra le specie botaniche più rare, si ricordano il ranuncolo dei ghiacciai che cresce sopra i 3500 metri e la Soldanella pusilla. Un posto di rilievo occupano le foreste che si estendono per circa 35.000 ettari di superficie. Alle quote più basse si incontrano le latifoglie, a cui subentrano le foreste di conifere: boschi di larice, abete rosso, cembro. Meno numerosi l'abete bianco e ilpino silvestre, e alle quote più elevate il pino mugo che negli ambienti calcarei forma un manto continuo di arbusti e cespugli. Al limite della vegetazione arborea, si incontrano i cespugli di rododendro e mirtillo. Tra i fiori, ci sono la stella alpina, l'eritrichio, le specie endemiche come la primula di Val Daone e la sassifraga di Vandelli, le rare androsace alpina e clematide alpina, la linnea boreale, il camedrio alpino, la genziana di Koch e quella di Clusius.

Nel parco vivono numerosi esemplari della fauna alpina, ad esclusione dei grandi predatori estinti ad opera dell'uomo (lupo, lince e orso). Sono presenti le quattro specie di ungulati autoctoni, tipiche degli ambienti montani: lo stambecco, reintrodotto negli anni Sessanta; il camoscio, mai scomparso e attualmente presente con oltre 5mila individui; il cervo, in grado di compiere spostamenti stagionali di notevole entità; il capriolo, tipico abitante delle zone boscate, uniformemente distribuito in tutto il parco. Non mancano la volpe, la marmotta, l’ermellino e la martora; numerosi sono anche gli scoiattoli e le lepri, più rari i tassi e le donnole.

Interessante e varia l'avifauna: l'aquila reale, simbolo del parco, il gipeto o avvoltoio degli agnelli, la pernice bianca, il gallo forcello, la coturnice, il gallo cedrone e il francolino di monte. Le foreste sono abitate dal picchio nero, dal picchio rosso maggiore, dal picchio verde, dal picchio tridattilo e dal più raro picchio cenerino, mentre di notte si può ascoltare il richiamo del gufo reale. Lungo i corsi d'acqua si può incontrare il merlo acquaiolo, mentre tipici dell'ambiente montano sono il merlo dal collare, il culbianco, il sordone, il fringuello alpino, il codirosso spazzacamino. Specie molto rara è ilpicchio muraiolo, mentre sono più facili da osservare il corvo imperiale e il gracchio alpino. Tra i pesci, nelle acque fredde dei torrenti, vive il salmerino. Molto comune la trota fario.

Tra gli anfibi, nei laghetti alpini, vive il tritone alpino. Presente anche il marasso, una delle quattro specie di vipere italiane, l'unica che riesce a vivere a altitudini così elevate.

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