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Il poeta contadino Eugenio Barbieri: il sale

Pane e Pizza

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    Procedimento:

    Eugenio Barbieri. 41 anni, professione contadino, ma non di quelli moderni con la specializzazione in una coltura; In realtà è ingegnere e ricercatore universitario, ma ha deciso di ritornare a fare il contadino come si faceva agli inizi del ‘900. Nella sua cascina si produce per la famiglia , si auto-consuma, si vive del proprio lavoro diretto. Eugenio Barbieri e la sua famiglia rappresentano la stirpe contadina che ha avuto una mezza generazione di interruzione (i genitori sono anch’essi contadini) e poi è ritornata. Quasi come se nulla fosse cambiato.
    IL SALE
    “Sebbene possa esistere qualcuno che non desidera l’oro, non è mai esistito nessuno che non abbia desiderato il sale.” (Cassiodoro, 523 d.C.)
    Il SALE, l’oro bianco, ha segnato la vita dell’uomo, per millenni.
    La storia del sale è quella delle saline e delle miniere di salgemma; è la storia di flotte che solcavano mari e oceani, carovane che attraversavano deserti, valicavano montagne, percorrevano sconfinate pianure; è la storia di ricchi mercanti e poveri contrabbandieri vissuta lungo i fiumi, le coste d’Europa, Africa, Cina e America.
    Il sale ha incrociato culture, intessuto trame sociali e culturali, economiche e religiose; ha diffuso usi e tradizioni, credenze, miti e leggende.
    Il sale, con i minerali preziosi, è stato in ogni epoca, origine di forza e potere nelle mani di sovrani e governatori.
    Fu uno dei principali beni di scambio internazionale; stimolò la nascita del concetto di industria e divenne il primo monopolio di stato. Per il trasporto del sale furono aperte rotte e strade commerciali, ancora oggi vie di primaria importanza. Si stabilirono alleanze, conquistarono imperi e scoppiarono rivoluzioni: il tutto per un bene che riempie gli oceani ed è presente in vasti filoni di roccia terrestre di superficie.
    A testimoniare l’importanza del sale nel tempo basti ricordare che le mummie egizie venivano conservate anche con il sale: una capacità di proteggere dalla decomposizione e di mantenere la vita che gli ha conferito un alto valore metaforico.
    Il sale infatti è simbolo della natura eterna del patto di Dio con gli Israele; della fedeltà delle truppe indiane agli inglesi; di fedeltà e stabilità se impiegato nei “patti di sale” dove con il suo scambio si stringevano accordi matrimoniali ed economici; di purificazione dal demonio se asperso durante battesimi, benedizioni ed esorcismi di uomini ed animali; di malaugurio se cadeva sulla tavola, perché considerato preziosissimo....
    L’uso “alimentare” del sale ha origini antichissime: 10.000 anni fa, nel Neolitico, con la nascita dell’agricoltura si modificò profondamente lo stile di vita dell’uomo. Il cambiamento nell’alimentazione che derivò dall’ampio consumo di cereali coltivati (poveri di sale), ma soprattutto la necessità di conservare a lungo, mediante salatura, le derrate alimentari deperibili (carne e pesce), rese necessario il diffuso utilizzo del Cloruro di Sodio.
    E’ dunque nel Neolitico che il sale entrò a far parte dell’alimentazione umana principalmente come conservante. Solo in epoche successive, infatti, si determinò quel cambiamento del “gusto” che lo rese indispensabile come “sapore” e lo introdusse nella preparazione e nella cottura dei cibi.