Scuola malata, ha ragione Galimberti

Come insegnante vorrei esprimere pieno sostegno alla tesi di Galimberti sulle responsabilità dell'aumento di ignoranza nella scuola italiana.
I docenti inadeguati, che scelgono il quieto vivere abbassando la qualità dell'insegnamento e chiudendo gli occhi di fronte all'indifferenza degli studenti, sono ormai la maggioranza; i genitori credono o fingono di credere ad una scuola così accattivante e rassicurante; i dirigenti ricorrono a pressioni quando non a forme di vera e propria intimidazione nei  confronti degli insegnanti più rigorosi e meno omologati al sentire comune e facilmente riescono ad attuare, dato il conformismo imperante, la cancellazione delle insufficienze agli scrutini finali (il che, trattandosi di funzionari dello stato, si configura come una vera e propria falsificazione degli atti).
Quanto al totem delle nuove tecnologie, esse non fanno di per sé cultura, specie se se ne esalta l'uso al posto della demonizzata lezione frontale, svilendo l'insegnamento ad una aggregazione estemporanea di tre o quattro link di siti privi di fondamento scientifico o a proiezioni di video pseudoculturali su una lavagna multimediale.

Maria Teresa Marini - provincia di Viterbo

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